
Codex Madrid II, Biblioteca Nacional de España, 1504, ff. 2
v-3
r.
L’autografo è trascritto in I codici di Madrid. Biblioteca nazionale di Madrid, a cura di L. Reti, Firenze, Giunti Barbera 1974.
Il catalogo, autografo, redatto su tre carte di un codice manoscritto già utilizzato in precedenza, è un semplice “ricordo” di libri posseduti da Leonardo e divisi in due gruppi consistenti in: 73 libri, lasciati «serrati nel cassone», e 43 che risultavano «in cassa al munistero», espressione non ulteriormente chiarita. Si può verosimilmente far risalire la stesura del documento al secondo periodo fiorentino di Leonardo, tra il 1501 e il 1509. Indizi in tal senso sono forniti dal manoscritto: il «libro di Giorgio Valla» può essere identificato col De expetendis et fugiendis rebus, stampato nel 1501; Leonardo rammenta inoltre di aver prestato due libri a noti personaggi fiorentini, Guglielmo de’ Pazzi e il maestro d’abaco Giovanni del Sodo.
La descrizione fisica dei libri elencati è assente: se per il secondo gruppo, i 43 lasciati al monastero, Leonardo distingue in appendice a seconda della legatura – senza identificarli – 48 volumi (in realtà 50, poiché verosimilmente alcuni testi dovevano essere composti da più tomi), di quelli del primo gruppo fornisce quasi sempre soltanto i dati essenziali. Sono infatti pochi i casi nei quali è indicato se il volume è in asse o in cartapecora, oppure dipinto. I testi sono distinti talora in base alla lingua. Nessun criterio tematico è stato seguito nell’elencazione dei titoli, che spaziano dalla filosofia alla letteratura, dalla matematica alla teoria artistica.
Dal sito web http://www.leonardodigitale.com/login.php, è possibile visualizzare la riproduzione fotografica delle carte e la trascrizione fattane da L. Reti.